Di Giorgio Asuni.
Nella settimana appena chiusa a Cagliari si sono svolti due importanti eventi sul tema energetico in Sardegna organizzati da Confindustria e dal Fai. Due appuntamenti di rilevanza politica, sociale ed economica puntuali e ricchi di spunti attualissimi, che hanno visto la partecipazione di esponenti politici, docenti universitari, manager, dirigenti di aziende, sindacati e studiosi. Sole, vento, canne, cardo, nucleare, carbone, metano e tanto altro ancora. Una disputa tra energia, suolo e politica: chi esce malconcio da tutto questo è la Sardegna e il suo popolo. Tutti lamentano l'assenza di un Piano energetico ambientale sardo, perfino l'ex governatore Renato Soru che ha spronato la Giunta perché lo elabori portandolo in Consiglio e facendolo approvare in fretta, spingendosi perfino a suggerire all'esecutivo di dotarsi di un'Agenzia o una Direzione regionale sull'energia. Io credo che il tema dell'energia debba essere analizzato globalmente e non solo all'interno dell'Isola. I costi dell'energia non diminuiscono in misura adeguata alla diminuzione del prezzo del petrolio, venti di guerra in aree sensibili per l'approvvigionamento dei combustibili fossili soffiano sempre più forti. In un contesto così difficile, con incognite sempre più preoccupanti per il futuro, c'è bisogno di scelte coraggiose e adeguate alle reali esigenze dei popoli, quello sardo in testa. La Sardegna è l'unica Regione europea sprovvista di metano, un'ingiustizia che grida vendetta e che la politica e le sue classi dirigenti non hanno mai voluto affrontare perché ostaggi dei poteri forti. La Sardegna è al centro del Mediterraneo, un mare solcato da molte navi di ogni tipo, navi spinte a motori a olio combustibile Btz. Nel giro di pochissimo tempo le norme vieteranno l'uso del Btz e verranno obbligate ad usare il metano, meno inquinante e meno costoso. Possiamo permetterci di essere estranei come Isola da un simile sconvolgimento in tema energetico? Possiamo ancora aspettare i tempi della politica che dice che ancora non conosce i dati di consumo reale in Sardegna, continuando un approccio tutto interno e non accorgendoci ancora una volta di quello che ci passa sopra la testa? Proviamo a guardare cosa si fa in altre parti europee: in Norvegia si stocca, si distribuisce Gas naturale liquido, altrettanto si potrebbe fare in Sardegna magari convertendo tutto il parco motrice presente nell'Isola a metano. Diventeremmo l'Isola ecologica e avremmo energia pulita e a costo vantaggioso per famiglie e imprese, gli approdi non mancano.
(Da "L'Unione Sarda")
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