mercoledì 16 settembre 2015

GLI ALBERGATORI "SAREMO COSTRETTI A CHIUDERE" (16/09/2015)

Di Michele Ruffi.

Nei prossimi giorni Equitalia metterà le mani nei loro conti: c'è chi deve restituire seicentomila euro, qualcun altro addirittura due milioni. Così, in una botta sola: «La conseguenza? Non potremo pagare gli stipendi di settembre e ottobre. E c'è il rischio concreto che molte aziende chiudano definitivamente». Secondo Paolo Manca, presidente regionale di Federalberghi, la beffa dei contributi europei - accordati quasi 15 anni fa per ampliare gli hotel sardi - ricorda da vicino quella dei finanziamenti della Legge 44 alle imprese agricole: «Ho paura che il finale sarà identico: gli alberghi verranno messi in vendita perché i proprietari non riusciranno a pagare i debiti». 

LA PROTESTA Ieri i ventotto albergatori che devono restituire alla Regione circa 35 milioni di euro si sono ritrovati sotto la sede della giunta regionale in viale Trento per chiedere un incontro col governatore Francesco Pigliaru. «È la prima volta che Federalberghi si mobilita per richiamare la politica alle proprie responsabilità. È a serio rischio il posto di lavoro di 1.573 dipendenti degli alberghi sardi. Il sistema ricettivo potrebbe perdere quasi 9mila posti letto e 60 milioni di fatturato», spiega Manca, che attacca duramente la Regione: «Non basta sbandierare le bellezze dell'Isola all'Expo di Milano per affermare che si vuole investire sul turismo. Occorre iniziare a mettere le aziende ricettive nelle condizioni di poter lavorare serenamente senza dover incorrere nelle assurde conseguenze di incoerenti provvedimenti legislativi regionali». 

IL VERTICE Ieri gli albergatori hanno ascoltato, dalla viva voce del capo di Gabinetto della presidenza Filippo Spanu, le promesse su un impegno della Regione a breve scadenza: «Abbiamo ben chiara la situazione, giovedì saremo a Bruxelles per un incontro convocato dalla Commissione Europea e richiesto da noi per ottenere una soluzione condivisa». La strada però è in salita: «Siamo perfettamente consapevoli della gravità della situazione», ha aggiunto Spanu, «in questi giorni stiamo preparando un dossier da presentare alla Direzione della Concorrenza. Il percorso è stretto e difficilissimo, ma non lasceremo niente di intentato. La Regione è mobilitata per affrontare questo problema. In un recente incontro con i legali di Federalberghi, sono emerse molto chiaramente le criticità di questa vicenda che risale a parecchi anni fa. Stiamo cercando di intervenire per salvare una situazione che era ormai compromessa». I margini d'intervento, chiarisce il capo di Gabinetto «sono ridotti ma la presidenza della Regione porterà a Bruxelles le istanze che consentano di alleggerire il peso del recupero degli incentivi richiesto agli operatori sardi». Il blocco dei pignoramenti sembra comunque difficile. 

35 MILIONI DA RESTITUIRE Il pasticcio dei finanziamenti agli alberghi è iniziato nel 1998, quando venne varata la legge regionale numero 9. Ai proprietari degli hotel vennero riconosciuti dei contributi che oscillavano tra il 30 e il 40 per cento per gli ampliamenti delle strutture e per il loro ammodernamento. Anni dopo la Commissione europea ha sancito l'illegittimità di quel sistema di sostegno alle imprese: i soldi europei potevano essere erogati solo per lavori di ampliamento iniziati dopo la presentazione delle domande, ma la Regione si dimenticò allora di inserire questa clausola nel bando pubblicato sedici anni fa: una “svista” che ora mette in croce gli albergatori, obbligati a restituire i soldi incassati più gli interessi. 

VIAGGIO A BRUXELLES Almeno questa voce potrebbe essere scontata dalle cartelle: è la richiesta dei proprietari degli hotel sardi. Domani a Bruxelles si parlerà anche di questa ipotesi: nell'incontro con i funzionari dell'Autorità europea garante della concorrenza la Sardegna sarà rappresentata dall'assessore al Turismo Francesco Morandi e dal capo di Gabinetto del Governatore, Filippo Spanu.

(Da "L'Unione Sarda")

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