Di Marcello Cocco.
La “campagna d'autunno” è partita. Il Fai si è posto un obiettivo ambizioso: vuole che i cagliaritani si riapproprino dei loro gioielli. Perché spesso sono proprio i cittadini a non conoscere le loro ricchezze. Come la mostra “La memoria ritrovata. L'Arma e lo scrigno dei tesori recuperati”, ospitata nello spazio espositivo San Pancrazio della Cittadella dei musei. È questo il significato della full immersion di cui sono stati protagonisti i volontari del Fai: alle 14 hanno aperto idealmente i cancelli per consentire ai visitatori di vedere i capolavori in esposizione.
LA MOSTRA Tanti cagliaritani hanno sfruttato la giornata di sole per andare al mare. Ma, pian piano, sono arrivati i visitatori che hanno finito con l'affollare lo spazio espositivo. In fondo, l'occasione era davvero ghiotta. «È un'occasione irripetibile», spiega lo storico dell'arte Franco Masala del Fai di Cagliari, «per vedere queste opere tutte insieme: al termine della mostra saranno distribuite nei musei della Penisola. Vale la pena di ammirare artisti che non sono assolutamente presenti in Sardegna e, come nel caso di Van Gogh e Gauguin, neanche tanto in Italia». In effetti, è un evento eccezionale ritrovarsi faccia a faccia con capolavori come la “Natura morta” di Gauguin “Il giardiniere” di Van Gogh. Ma lasciano a bocca aperta anche i reperti archeologici trafugati chissà e recuperati in Svizzera. Tra questi, anche una ricca collezione di bronzetti sardi (testimonianza di quanto la cultura nuragica interessi tanto a livello internazionale), finiti nei caveau di qualche banca elvetica.
L'OBIETTIVO La mostra è, comunque, nella logica del Fai, solo uno “strumento”. Poter vedere certi capolavori guidati dai volontari (ad altissima specializzazione) del Fondo ambiente italiano è un'occasione irripetibile. E, proprio grazie a questo ulteriore stimolo, i cagliaritani potrebbero cominciare a riappropriarsi degli spazi della città. «Che», riprende Masala, «non sono conosciuti come dovrebbero. Spesso capita che la Cittadella dei musei sia più nota ai turisti che ai cittadini». Non a caso, alcuni cagliaritani, spinti dalla curiosità per la mostra, hanno scoperto l'esistenza dello spazio espositivo San Pancrazio, un luogo ricco di storia e di suggestioni.
I VISITATORI L'impegno del Fai sembra essere ripagato. La mostra, inaugurata il 15 luglio, è stata visitata da circa diecimila persone. Certo, i primi arrivati sono stati più fortunati dal momento che sono riusciti anche a vedere “La muta” di Raffaello che, trafugata dal museo di Urbino, è tornata nella sua sede naturale. Ma anche gli altri capolavori meritano di essere visti. Magari, approfittando del fatto che oggi, come ogni prima domenica del mese, l'ingresso ai musei statali è gratuito (ma l'accesso alla mostra “La memoria ritrovata” non richiede esborsi neanche negli altri giorni).
(Da "L'Unione Sarda")
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