AYLESBURY UNITED-INGHILTERRA 0-7 (AYLESBURY)
Aylesbury United:
Inghilterra:
Arbitro:
Reti:Beardsley Beardsley Beardsley Beardsley Lineker Watson Stevens.
Note:8000 spettatori.
GERMANIA OVEST-JUGOSLAVIA 1-1 (BREMA.VEDI QUI LA SINTESI DELLA GARA)
Germania Ovest:Immel,Herget,Berthold (31'Dorfner),Kohler,Borowka,Matthaus,Rolff,Thon (46'Eckstein),Brehme,Klinsmann,Voeller (46'Mill).Allenatore:Beckenbauer.
Jugoslavia:Radaca,Vulic,Hadzibegic,Krivikapic,Baljic,Katanec,Skoro,Bazdarevic,Brnovic,Djukic (88'Miljanovic),Mihailovic (81'Boban).Allenatore:Osim.
Arbitro:Spirin (Unione Sovietica).
Reti:15'[Autorete] Immel 66'Matthaus.
Ammoniti:Berthold,Djukic,Doerfner,Brnovic.
Note:13000 spettatori.
La Germania ha pareggiato l' ultima amichevole prima dell' esordio al campionato europeo. Ma per Beckenbauer i problemi sono ancora tutti allineati sulla lavagna scura dove ogni giorno il tecnico ordina uomini e tattiche. Ripetendo fedelmente lo schema pre-Messico 1986 i tedeschi hanno impattato uno ad uno con la Jugoslavia. Anche allora la squadra era stata in vantaggio per buona parte dell' incontro, salvata poi da una rete della sua punta di diamante, Rudy Voeller. Quest'oggi il gol è arrivato da Matthaus, per lucidità e forza sicuramente il migliore dei suoi. Nei confronti del neointerista le parole più dolci sono state proprio quelle del ct tedesco, abitualmente poco o nulla prodigo di complimenti: "Sono assolutamente entusiasta, Matthaus sarà sicuramente una delle stelle del torneo. Con lui in campo è davvero tutto possibile, vista anche la bella forma atletica della squadra". Ma la bella prova di Matthaus non può sciogliere i nodi cattivi che attanagliano il futuro immediato dei tedeschi. Un primo tempo da dimenticare, fatto di errori, tanti da far alzare un terribile coro di fischi che ha accompagnato i giocatori negli spogliatoi. Beckenbauer aveva optato per l' ennesima soluzione originale: dentro contemporaneamente Berthold e Brehme, con Herget e Kohler centrali. Davanti, a metà cursore e metà regista difensivo, il potente Rolff. Cursori sulle fasce Borowka a sinistra e Mattheus a destra, con Thon immediatamente a ridosso di Klinsmann e Voeller. Nel pomeriggio il tecnico aveva parlato a lungo con il centravanti romanista, rivelandogli quest' ultimo, decisivo appuntamento con la maglia di titolare. Voeller sorrideva imbarazzato, quasi obbligato a una riconoscenza che non è certo sentimento comune al gruppo tedesco in questo periodo. Lui, kaiser Franze, a fronte di tanta rabbia impotente - l' intera squadra praticamente contro - non ha mai reagito. "Cosa dovrei dire, sono solo giocatori, se Voeller me lo chiede, contro l' Italia lo faccio giocare". E allora, avanti senza tener conto di nulla e di nessuno. Anche quest'oggi la sua faccia era una piccola sfinge ostile. Non una parola fino al gol jugoslavo, giunto al quarto d' ora. Fallo di Berthold su Mihailovic e punizione maligna di Baljic che colpiva prima il palo interno e poi il corpo di Immel. In quel momento lo studio era una mistura di suoni e voci confuse dalla pioggia e dal vento. Gridavano i venti jugoslavi a seguito della squadra: "Plavi, plavi" (cioè blu, il colore delle maglie) e applaudivano entusiasticamente Skoro, in assoluto il più bravo di tutti in campo. Invece i tredicimila tifosi della nazionale tedesca (record negativo nella storia delle amichevoli in Germania) ululavano ogni volta che Voeller toccava palla (cosa peraltro poco frequente). A metà tra la voglia di recuperare subito e la paura di seguire le brutte orme della Spagna, i tedeschi facevano improvvisamente i conti con l' incredibile scollamento fra reparto e reparto, fra giocatore e giocatore. Bravi gli slavi, certo, poco intimiditi dai padroni di casa (anzi, a loro volta, protagonisti di una buona dozzina di interventi al limite della cattiveria). Ma soprattutto veloci a disimpegnarsi, malgrado una difesa non solidissima. Il tutto grazie a Skoro e Bazdarevic, piedi eccellenti del centrocampo. I bianchi affondavano in un catino di colla fatto di passaggi senza luce, di sovrapposizioni mancate, di triangoli dimenticati altrove. Due azioni, finalmente, alla mezz' ora, prima con Klinsmann e Tohn veloci sulla verticale dell' area di rigore. Poi ancora con Tohn (pochi guizzi felici e troppe pause) che alzava da pochi passi su passaggio volante di Klinsmann. Beckenbauer richiamava il falloso e sconclusionato Berthold e inseriva Doerfner. Soluzione questa che gli consentiva di spostare Brehme sulla fascia destra (dove è risultato assai più efficace). Allo scadere la prima parata del portiere jugoslavo Radaca su tiro ravvicinato di Klinsmann. Nella ripresa, subito dentro Eckstein al posto di Thon e Mill al posto di Voeller. Ancora azioni arrampicate sul filo della buona volontà. Si scopriva subito bravo Eckstein, con un padio di belle conclusioni bloccate da Radaca. Dopo un' ora di sofferenza, il pareggio, su azione personalissima di Mattheus, bravo a filar via sulla sinistra, fintare il cross e invece rientrare tirando a fil di palo. Per la Jugoslavia, fra un assolo e l' altro di Skoro cominciava il tempo della difesa ad oltranza, con la Germania ora sì padrona del campo, anche in virtù di una eccellente condizione atletica. E prima che il sovietico Spirin fischiasse la fine dell' incontro, c' era persino spazio per una timida coda di applausi.
ITALIA-GALLES 0-1 (BRESCIA.VEDI QUI LA SINTESI DELLA GARA)
Italia:Zenga,Bergomi,P.Maldini,F.Baresi,Ferri,Ancelotti (57'De Agostini),Donadoni (70' Rizzitelli),De Napoli,R.Mancini,Giannini,Vialli (46'Altobelli).Allenatore:Vicini.
Galles:Norman,Hall,Blackmore,Williams (75'Saunders),Aizlewood,Slatter,Van Den Hauwe, Horne (60'Hodges),Rush,Hughes,Davies.Allenatore:Yorath.
Arbitro:Tritschler (Germania Ovest).
Rete:38'Rush.
Ammoniti:Hodges,Williams,Ferri.
È un’Italia pesante quella che affronta l’ultima amichevole pre-europei, ma comunque in grado di esprimere un gioco ben definito. A rovinare la serata e a rendere la vigilia un po’ più movimentata, ci pensa Ian Rush, molto probabilmente al suo passo d’addio dal calcio italiano, un movimento che non ha saputo sfruttarne le grandissime doti di realizzatore. A lasciare perplessa la critica, è la presunta leggerezza dell’attacco composto dalla coppia Vialli-Mancini; la squadra risulta molto efficace nel creare i presupposti per il gol, ma incapace di ammazzare le partite. Le vittorie finora conquistate e quelle che arriveranno, sono quasi sempre frutto dello sfinimento a cui la difesa altrui viene sottoposta. Non a caso i gol arrivano spesso negli ultimi minuti della partita. Qualcuno vorrebbe la squadra schierata con l’esperto Altobelli al centro dell’attacco, scegliendo di volta in volta tra i fantasisti Roberto Mancini e Roberto Donadoni per il ruolo di ala destra: senza un dualismo sembra impossibile la vita per i critici della nostra carta stampata.
Se Vicini cercava verifiche e soluzioni per i propri (pochissimi) dubbi, adesso dopo questa incredibile sconfitta in casa con il Galles (uno a zero, gol ovviamente di Rush) avrà almeno qualche certezza in più. Saprà indubbiamente che la squadra non è in perfette condizioni fisiche, che fiato e gioco scarseggiano, che ci sono notevoli problemi dal centrocampo in avanti. Segnare per questa squadra di giovani speranze è diventato quasi un optional. Contro il Lugano, erano stati realizzati quattro gol, è vero, ma ovviamente bisognava tener conto dell' avversario. Quest'oggi tutto sembrava maledettamente più complicato. Da Giannini a Mancini, da Ancelotti a Donadoni, ognuno ha avuto la sua piccola parte di colpa in questa seconda sconfitta del ciclo Vicini (la prima si verificò contro la Svezia a Stoccolma lo scorso anno). Un allarme preoccupante proprio a sei giorni dalla partita di esordio agli Europei con la Germania. Maifredi e Galeone in tribuna. Davanti agli ultimi teorici del calcio spettacolo, una partita fatta di nulla. Il match tra Italia e Galles è iniziato senza la minima intenzione offensiva, come se le due squadre ambissero ad uno di quegli squallidi zero a zero di campionato. Vicini ha dato fiducia alla formazione che aveva fatto quattro gol al Lugano a Varese. Nessuna sorpresa nella disposizione tattica. Ferri e Bergomi in difesa si rimbalzavano la marcatura di Rush e Hughes. L' Italia ha dimostrato immediatamente difficoltà nel costruire fragili manovre offensive. Mancini si dava un gran da fare dietro Vialli senza però concludere granché, come al solito, al momento del tiro; lo stesso Vialli appariva più fermo, meno sicuro e autoritario del solito, nemmeno un tiro per tutto il primo tempo. Tutti i guai dell' Italia nascevano forse a centrocampo, dove Giannini sembrava non riuscire a districarsi dalla rete sottile delle marcature di Williams e Aizlewood. Dietro di lui insufficiente la spinta di Ancelotti e De Napoli, mentre Donadoni sulla destra scarseggiava in cross. Pochissimi spunti di spettacolo dunque per un match indubbiamente molto deludente. Giusto qualche episodio assai sporadico. All' 8' Donadoni su appoggio di Giannini veniva messo più in area da Aizlewood. Quattro minuti dopo il portiere Norman usciva coraggiosamente a metà campo su Giannini, pronto ormai ad infilarsi in zone terribilmente vuote di gallesi. Un sinistro alto di Donadoni (16' ), un altro tiro fuori misura di Mancini (19' ), l' Italia stentava molto nella difesa chewing gum dei gallesi. Slatter e Van de Hauwe reggevano nella zona centrale della difesa, Blackmore sulla sinistra si divideva senza troppi problemi tra Vialli e Donadoni, Hall attaccava invece Mancini ogni volta che scendeva sulla sinistra. Poi il classico colpo a freddo, un gol beffardo e stuzzicante per l' Italia. Al 38' Van de Hauwe batteva un fallo laterale dalla destra, deviazione di testa di Hughes con pallone che finiva a Rush. Lo juventino si girava lentamente, senza che i quattro o cinque azzurri intorno a lui intuissero niente. Un tiro diagonale, teso, da destra a sinistra: Zenga si tuffava, ma inutilmente. Dopo l' intervallo in campo Altobelli al posto di Vialli. Quel ginocchio destro non può correre rischi. Dieci minuti dopo dentro anche De Agostini, nel ruolo di terzino sinistro al posto di Maldini. Nella timida schermaglia che tristemente proseguiva nel secondo tempo, Rush faceva in tempo a sistemare un altro paio di tiri fortunatamente per gli azzurri fuori misura. L' Italia prima protestava timidamente per un atterramento in area di De Agostini (62'), poi colpiva due volte consecutivamente il palo. Al 64' traversa di Altobelli (colpo di testa) su cross di Bergomi, poi dopo quel beffardo rimbalzo nuovo palo di Ancelotti. Una nazionale leggermente più viva e frizzante nel finale di partita, proprio come a Varese. Stavolta però i gol non arrivavano. Al 69' Hodges colpiva a terra volontariamente Donadoni sulla testa. Solo una ammonizione per il gallese, mentre il milanista era costretto a lasciare il posto a Rizzitelli. Un ritmo più sostenuto, ma una partita ormai sfilacciata, un test che a quel punto non poteva più essere tale. A sei minuti dalla fine per poco il Galles non raddoppiava. Zenga per fortuna ci salvava uscendo alla spericolata sullo scatenatissimo Blackmore. Con un po' di angoscia in più comincia così l' avventura in Germania.
Il problema adesso sono gli infortunati. Donadoni e Maldini non stanno affatto bene. A Donadoni sono stati applicati otto punti di sutura sulla testa. Il calcio violento e cattivo di Modges gli ha provocato anche lo spostamento addirittura del setto nasale. Questa mattina Donadoni dovrà essere sottoposto ad una radiografia. Sta male anche Maldini. Il giocatore ha un dolore nella sede lombare dell' anca sinistra, con sospetta distorsione. Il professor Vecchiet si riserva per questa mattina, poche ore prima della partenza, un esame più approfondito della situazione. Al momento appare più difficile, rispetto a Donadoni, un recupero di Maldini per la partita di venerdì prossimo contro la Germania. Vicini è rimasto almeno un quarto d' ora negli spogliatoi a discutere con i propri giocatori questa sconfitta proprio alla vigilia della partenza per la Gernania. "E' un match che ci lascia con qualche rimpianto. Non meritavamo proprio di perdere. Mi preoccupano più che altro gli infortunati. Per quanto riguarda la partita abbiamo fatto mostra di una resistenza di fondo, abbiamo condotto buone trame di gioco in velocità. Al di là del risultato mi sembra proprio una prestazione accettabile". Vicini ha elogiato sia Donadoni che il centrocampo. Poi quasi uno spunto di rabbia. "Non avevamo proprio bisogno di questo bagni di umiltà. Per noi ci sono stati pali e occasioni clamorose. La partita a un certo punto è diventata anche nervosa, ma questo è quasi normale. Non dimenticate che il Galles in fin dei conti ha fatto un gol e basta. La squadra per il momento è delusa, ma forse tra quarantott' ore non lo sarà più. Io sono sicuro che per venerdì, contro la Germania, sarà tutto a posto". Un po' più di sutocritica da parte di Vialli. "Non mi aspettavo un Galles così concentrato, grintoso e cattivo. Sono sicuro che questa sconfitta può fare anche bene alla Nazionale. Ci toglie un po' di quella sicurezza che poteva essere anche nociva. Elimineremo così certi eccessi di presunzione. Ora arriverà qualche sana polemics, ma noi non dobbiamo avere paura". Tutti parlano di una partita cattiva, di un Galles estremamente duro e deciso nelle entrate. "Quando siamo andati in svantaggio - ha detto Altobelli - ci siamo fatti prendere dal nervosismo. Per rimontare quel gol non sempre abbiamo reagito nella maniera più giusta". Infine una battuta di Mancini. "E' una sconfitta che ci peserà molto? Non credo. In questo precampionato hanno perso quasi tutte le squadre europee, ora lo abbiamo fatto anche noi. Per solidarietà".
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Se Vicini cercava verifiche e soluzioni per i propri (pochissimi) dubbi, adesso dopo questa incredibile sconfitta in casa con il Galles (uno a zero, gol ovviamente di Rush) avrà almeno qualche certezza in più. Saprà indubbiamente che la squadra non è in perfette condizioni fisiche, che fiato e gioco scarseggiano, che ci sono notevoli problemi dal centrocampo in avanti. Segnare per questa squadra di giovani speranze è diventato quasi un optional. Contro il Lugano, erano stati realizzati quattro gol, è vero, ma ovviamente bisognava tener conto dell' avversario. Quest'oggi tutto sembrava maledettamente più complicato. Da Giannini a Mancini, da Ancelotti a Donadoni, ognuno ha avuto la sua piccola parte di colpa in questa seconda sconfitta del ciclo Vicini (la prima si verificò contro la Svezia a Stoccolma lo scorso anno). Un allarme preoccupante proprio a sei giorni dalla partita di esordio agli Europei con la Germania. Maifredi e Galeone in tribuna. Davanti agli ultimi teorici del calcio spettacolo, una partita fatta di nulla. Il match tra Italia e Galles è iniziato senza la minima intenzione offensiva, come se le due squadre ambissero ad uno di quegli squallidi zero a zero di campionato. Vicini ha dato fiducia alla formazione che aveva fatto quattro gol al Lugano a Varese. Nessuna sorpresa nella disposizione tattica. Ferri e Bergomi in difesa si rimbalzavano la marcatura di Rush e Hughes. L' Italia ha dimostrato immediatamente difficoltà nel costruire fragili manovre offensive. Mancini si dava un gran da fare dietro Vialli senza però concludere granché, come al solito, al momento del tiro; lo stesso Vialli appariva più fermo, meno sicuro e autoritario del solito, nemmeno un tiro per tutto il primo tempo. Tutti i guai dell' Italia nascevano forse a centrocampo, dove Giannini sembrava non riuscire a districarsi dalla rete sottile delle marcature di Williams e Aizlewood. Dietro di lui insufficiente la spinta di Ancelotti e De Napoli, mentre Donadoni sulla destra scarseggiava in cross. Pochissimi spunti di spettacolo dunque per un match indubbiamente molto deludente. Giusto qualche episodio assai sporadico. All' 8' Donadoni su appoggio di Giannini veniva messo più in area da Aizlewood. Quattro minuti dopo il portiere Norman usciva coraggiosamente a metà campo su Giannini, pronto ormai ad infilarsi in zone terribilmente vuote di gallesi. Un sinistro alto di Donadoni (16' ), un altro tiro fuori misura di Mancini (19' ), l' Italia stentava molto nella difesa chewing gum dei gallesi. Slatter e Van de Hauwe reggevano nella zona centrale della difesa, Blackmore sulla sinistra si divideva senza troppi problemi tra Vialli e Donadoni, Hall attaccava invece Mancini ogni volta che scendeva sulla sinistra. Poi il classico colpo a freddo, un gol beffardo e stuzzicante per l' Italia. Al 38' Van de Hauwe batteva un fallo laterale dalla destra, deviazione di testa di Hughes con pallone che finiva a Rush. Lo juventino si girava lentamente, senza che i quattro o cinque azzurri intorno a lui intuissero niente. Un tiro diagonale, teso, da destra a sinistra: Zenga si tuffava, ma inutilmente. Dopo l' intervallo in campo Altobelli al posto di Vialli. Quel ginocchio destro non può correre rischi. Dieci minuti dopo dentro anche De Agostini, nel ruolo di terzino sinistro al posto di Maldini. Nella timida schermaglia che tristemente proseguiva nel secondo tempo, Rush faceva in tempo a sistemare un altro paio di tiri fortunatamente per gli azzurri fuori misura. L' Italia prima protestava timidamente per un atterramento in area di De Agostini (62'), poi colpiva due volte consecutivamente il palo. Al 64' traversa di Altobelli (colpo di testa) su cross di Bergomi, poi dopo quel beffardo rimbalzo nuovo palo di Ancelotti. Una nazionale leggermente più viva e frizzante nel finale di partita, proprio come a Varese. Stavolta però i gol non arrivavano. Al 69' Hodges colpiva a terra volontariamente Donadoni sulla testa. Solo una ammonizione per il gallese, mentre il milanista era costretto a lasciare il posto a Rizzitelli. Un ritmo più sostenuto, ma una partita ormai sfilacciata, un test che a quel punto non poteva più essere tale. A sei minuti dalla fine per poco il Galles non raddoppiava. Zenga per fortuna ci salvava uscendo alla spericolata sullo scatenatissimo Blackmore. Con un po' di angoscia in più comincia così l' avventura in Germania.
Il problema adesso sono gli infortunati. Donadoni e Maldini non stanno affatto bene. A Donadoni sono stati applicati otto punti di sutura sulla testa. Il calcio violento e cattivo di Modges gli ha provocato anche lo spostamento addirittura del setto nasale. Questa mattina Donadoni dovrà essere sottoposto ad una radiografia. Sta male anche Maldini. Il giocatore ha un dolore nella sede lombare dell' anca sinistra, con sospetta distorsione. Il professor Vecchiet si riserva per questa mattina, poche ore prima della partenza, un esame più approfondito della situazione. Al momento appare più difficile, rispetto a Donadoni, un recupero di Maldini per la partita di venerdì prossimo contro la Germania. Vicini è rimasto almeno un quarto d' ora negli spogliatoi a discutere con i propri giocatori questa sconfitta proprio alla vigilia della partenza per la Gernania. "E' un match che ci lascia con qualche rimpianto. Non meritavamo proprio di perdere. Mi preoccupano più che altro gli infortunati. Per quanto riguarda la partita abbiamo fatto mostra di una resistenza di fondo, abbiamo condotto buone trame di gioco in velocità. Al di là del risultato mi sembra proprio una prestazione accettabile". Vicini ha elogiato sia Donadoni che il centrocampo. Poi quasi uno spunto di rabbia. "Non avevamo proprio bisogno di questo bagni di umiltà. Per noi ci sono stati pali e occasioni clamorose. La partita a un certo punto è diventata anche nervosa, ma questo è quasi normale. Non dimenticate che il Galles in fin dei conti ha fatto un gol e basta. La squadra per il momento è delusa, ma forse tra quarantott' ore non lo sarà più. Io sono sicuro che per venerdì, contro la Germania, sarà tutto a posto". Un po' più di sutocritica da parte di Vialli. "Non mi aspettavo un Galles così concentrato, grintoso e cattivo. Sono sicuro che questa sconfitta può fare anche bene alla Nazionale. Ci toglie un po' di quella sicurezza che poteva essere anche nociva. Elimineremo così certi eccessi di presunzione. Ora arriverà qualche sana polemics, ma noi non dobbiamo avere paura". Tutti parlano di una partita cattiva, di un Galles estremamente duro e deciso nelle entrate. "Quando siamo andati in svantaggio - ha detto Altobelli - ci siamo fatti prendere dal nervosismo. Per rimontare quel gol non sempre abbiamo reagito nella maniera più giusta". Infine una battuta di Mancini. "E' una sconfitta che ci peserà molto? Non credo. In questo precampionato hanno perso quasi tutte le squadre europee, ora lo abbiamo fatto anche noi. Per solidarietà".
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