All'alba i carabinieri circondano il piccolo campo paramilitare di un gruppo di estremisti di destra (sono fuggiti dal Nord dopo la retata del 9 maggio in cui è stato arrestato il loro capo, Carlo Fumagalli) a Pian Del Rasciano in provincia di Rieti. In tenda stanno dormendo Giancarlo Esposti (già condannato per attentati organizzati a Milano nel 1972 dalle Squadre di azione Mussolini), Alessandro Danieletti ed Alessandro D’Intino. Hanno un arsenale di armi e materiale esplosivo. Esposti esce dalla tenda e spara. Ferisce due carabinieri, poi viene ucciso (NELLA FOTO IN ALTO IL CADAVERE DEL GIOVANE COPERTO). In tasca gli trovano due foto tessera identiche. D’Intino, interrogato, dice che il giovane fotografato si chiama Cesare Ferri. Si pensa subito che il gruppo abbia qualche collegamento con la strage di Brescia. (Il giorno dopo viene arrestato anche Salvatore Vivirito, che all'arrivo dei carabinieri era riuscito a fuggire).
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