Di Redazione.
In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, il 22 marzo scorso, l’osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva ha proposto il quadro aggiornato al 2009. In Italia, in un anno una famiglia spende mediamente 270 euro per il servizio idrico integrato (acqua potabile, fogne, depurazione). Il costo dell’acqua dal 2008 al 2009 è aumentato del 6,7%, con differenze fra le varie regioni: la più cara è la Toscana, con ben 8 città fra le dieci più care e una tariffa media di 369 euro a famiglia. La città in cui il servizio costa meno è Milano, con un costo di 106 euro all’anno.
Il dossier annuale dell’associazione propone anche il livello di soddisfazione del servizio: il 54% degli italiani dichiara di non bere abitualmente l’acqua del rubinetto, preferendo la minerale, che mediamente costa 40 euro al mese a famiglia (al Sud sale a 48 euro). I due motivi principali per cui non si beve l’acqua del rubinetto sono il cattivo sapore, 42%, e la scarsa fiducia nei controlli, che nel Meridione è doppia, 52%, rispetto al Nord, 23%, e tripla rispetto al Centro, 15%. Le critiche riguardano la qualità dell’acqua, mentre il 60% degli intervistati è soddisfatto della quantità di acqua disponibile e il 48% della regolarità della pressione.
Quanto ai prezzi, gli aumenti maggiori si sono verificati a Viterbo (+53,4%) e Treviso (+44,7%). Nella top ten degli aumenti (superiori al 20%) anche Venezia, Udine, Asti, Ragusa, Carrara, Massa e Parma. In generale i prezzi sono saliti in 80 capoluoghi di provincia. In assoluto le città più care sono Firenze, Pistoia, Prato (421 euro); costi elevati anche in Umbria (media 339 euro), Emilia Romagna (319), Marche e Puglia (312). Le dieci città in cui il servizio idrico è più economico sono Milano, Isernia, Pordenone, Aosta, Lecco, Lodi, Varese, Benevento, Cuneo e Udine.
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