Di Andrea Di Stefano.
L’asta anticrisi della Bce è andata benissimo, ma i mercati ieri non hanno brindato perché hanno letto nella domanda( un terzo solo dall’Italia) la conferma delle difficoltà del settore. Inevitabili le tensioni sullo spread italiano, che è tornato a quota 496 dopo essere sceso sino a 440 punti, e ha chiuso a 485 ampliando la distanza dal differenziale spagnolo che è rimasto a quota 330. Inevitabile la chiusura in ribasso delle Borse complice l’andamento fiacco di Wall Street: Milano ha registrato un -0,97% anche per la contrazione del Pil e il boom delle sofferenze bancarie denunciato dall’Abi (+38,8% nel 2011). L’Eurotower ha erogato 489,19 miliardi di euro nella sua prima operazione di rifinanziamento a favore delle banche commerciali che operano nell’area euro. L’ammontare ha oltrepassato le attese medie, che fino a mercoledì sera si aggiravano tra 250 e 300 miliardi di euro, anche in termini assoluti visto che gli istituti che hanno deciso di approvvigionarsi all’1% per 36 mesi (queste le condizioni dell’asta) sono stati alla fine ben 523. Indubbiamente l’operazione è molto conveniente per le banche che possono approvvigionarsi ad un tasso molto basso (+1%) e possono destinare i fondi all’ acquisto di titoli di Stato con una plusvalenza molto interessante. I dati emersi in serata sulla domanda da parte delle banche italiane sono stati interpretati negativamente dai mercati: quasi un terzo dei fondi, pari 116 miliardi di euro, è stato erogato a istituti del Belpaese a conferma della stretta del credito. Gli istituti di credito italiani che hanno provveduto ad utilizzare come collaterale titoli di stato italiani sono stati quattordici per 40,44 miliardi. L’ammontare maggiore è stato quello di Intesa SanPaolo, con12 miliardi, seguita dal Monte dei Paschi (10 miliardi) e Unicredit (7,5): «si tratta di una richiesta in linea con il peso del nostro sistema in Europa », ha commento il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini, «si tratta di un dato fisiologico rispetto alle dimensioni della nostra attività, anzi un po’ inferiore». L’iniziativa di Draghi «è un grande successo e una risposta potente» alla crisi, ha commentato il ministro francese dell’Economia, Francois Baroin, «un’iniziativa positiva che va nella giusta direzione e che consente di rafforzare i nostri istituti di credito».
(Da "La nuova Sardegna")
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