martedì 13 dicembre 2011

LA SCOMPARSA DI PIERANTONIO SANDRI (03/09/1995)

Di Redazione.

Pierantonio Sandri (NELLA FOTO IN ALTO), un giovane odontotecnico nato il 13 dicembre 1976, viveva a Niscemi con la madre: uno studente di buona famiglia, con una vita tranquilla e amicizie normali. E' scomparso la sera di quel giorno, senza che nulla potesse far presagire una cosa simile. Quel giorno era stato visto nella piazza del paese, dalle quindici e trenta alle diciotto, insieme ad altri ragazzi. Alle ventidue e quarantacinque aveva telefonato da un posto pubblico, forse da un bar, ad un amico che gli aveva chiesto un passaggio in macchina a Catania per l'indomani. Non avendolo trovato, Pierantonio aveva lasciato a sua madre il messaggio. Da allora di lui si è persa ogni traccia. Una ventina di giorni prima di sparire, Pierantonio Sandri sarebbe stato coinvolto in una rissa durante una festa in piazza: un episodio che, secondo gli inquirenti, non sarebbe in alcun modo collegato con la scomparsa del ragazzo.
Forse Pierantonio Sandri aveva visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. Dalle sei di quel pomeriggio fino alle undici il giovane ha sicuramente incontrato qualcuno. Ma nessuno, finora, ha voluto testimoniare. Da sei anni sua madre e i cittadini di Niscemi si interrogano su questo mistero. Tra la gente, nel paese, c'è chi conosce la verità e, forse per paura, la tiene nascosta.
Nel 2003 la madre di Sandri ricevette una lettera anonima nella quale qualcuno scriveva che era giunta l'ora di fare giustizia. Consegnata ai Carabinieri, la missiva aveva consentito la riapertura del caso. Il 22 settembre 2009, in seguito alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, lo scheletro di un uomo venne rinvenuto da agenti della polizia di stato nel bosco di Niscemi nascosto in una buca: è il corpo di Sandri. La certezza giunse dall'analisi del Dna e dal femore, riportante i segni di una frattura, conseguenza di un incidente stradale. Il 9 gennaio 2010 nella chiesa Madre di Niscemi, don Luigi Ciotti celebrò i funerali di Pierantonio Sandri. Ad uccidere Pierantonio sarebbe stato un ex alunno della madre, Giuliano Chiavetta, condannato per omicidio ed in seguito collaboratore di giustizia. Chiavetta interrogato dagli inquirenti ammise, fra le lacrime, di essere stato lui l'omicida indicando alla polizia l'esatto luogo di sepoltura. Dalle indagini emerse che Pierantonio era stato ucciso perché aveva assistito all'incendio di un'auto da parte di una gang di giovani mafiosi, tra cui un minorenne, che cercavano, in tal modo, di rendere più incisiva la richiesta del pizzo. Nel timore di una denuncia da parte di Piarantonio, costoro decisero di prenderlo, strangolarlo e colpirlo più volte alla testa. Il cadavere fu trasportato nel bosco e lì sepolto superficialmente. L'8 giugno 2011 a Catania si svolse l'udienza del processo per l'omicidio di Pierantonio Sandri presso il Tribunale dei minori a carico del giovane che ha raccontato di averlo ucciso insieme alla complicità di altre persone. Nel febbraio 2012, il processo di primo grado, condannò Giuliano Chiavetta, già in carcere, a quattordici anni di reclusione non individuando però i complici dell'agguato.

Nessun commento:

Posta un commento

Qualsiasi commento anonimo o riportante link NON sarà pubblicato

Any anonymous or linked comments will NOT be published