Di Federico Sedda.
Il dilagare della lingua blu in vasti territori della provincia di Nuoro rischia di distruggere un patrimonio di pecore selezionate e di ovini di alto valore genetico, frutto di meticolosi incroci per migliorare la razza e di anni di lavoro per elevare la qualità degli allevamenti. Questo l’allarme lanciato dall’Aipa (Associazione interprovinciale allevatori di Nuoro e Ogliastra) che, attraverso il presidente Stefano Ferranti, esprime forte preoccupazione per i danni economici che l’epidemia sta provocando agli allevatori del Nuorese.«Il virus della febbre catarrale degli ovini (blue tongue o lingua blu) – dice Ferranti – si sta espandendo rapidamente in tutto il territorio provinciale e, a differenza dell’epidemia del 2011, è segnalata in comuni fino a pochi giorni fa mai raggiunti dal vettore epidemico».Il morbo si è sviluppato in modo particolare negli ovili della media Valle del Tirso, tra Ottana, Bolotana e Sedilo. I capi morti in queste zone sono oltre un centinaio. Ma il virus sta dilagando ovunque nel territorio provinciale. Le carcasse vengono seppellite nelle fosse comuni. E con il diffondersi del vettore cresce anche l’allarme tra gli allevatori. «La preoccupazione – osserva l’Aipa – nasce dal fatto che i nostri soci rappresentano il meglio dell’allevamento ovino interprovinciale, con linee genetiche realizzate in tanti anni di appassionato lavoro da parte degli allevatori e dei tecnici in quanto i capi sono iscritti al libro genealogico della pecora di razza sarda e sono sottoposti ai controlli funzionali». Le pecore colpite dal morbo animale rappresentano, insomma, il meglio delle aziende zootecniche nuoresi. Si tratta, infatti, «di capi di alto valore genetico che concorrono al miglioramento della razza anche negli allevamenti commerciali tramite gli arieti iscritti».All’associazione sono arrivate segnalazioni di focolai di lingua blu nella piana di Ottana, nella valle del Cedrino e nel Mandrolisai. «Il continuo aggiornamento del numero dei casi – sottolinea l’associazione – indica che la malattia, che non è contagiosa, sta sfruttando le favorevoli condizioni climatiche che consentono al vettore culicoides di infettare gli ovini». Per cercare di limitare i danni occorrono interventi immediati. «In questo momento di emergenza – prosegue Ferranti – possono essere utilizzati solamente metodi preventivi indiretti, repellenti, ricovero degli animali all’imbrunire e reti anti culicoides, in attesa che le autorità sanitarie predispongano un piano efficace di controllo della malattia». Intanto oggi, il consigliere regionale della Base, Efisio Arbau, ha convocato a Ottana, nel salone di via Lussu, con inizio alle 18.30, un incontro per discutere sul modo di affrontare e prevenire la lingua blu.
(Da "La Nuova Sardegna")
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