Di Mauro Madeddu.
Sconcerto, delusione, incredulità: «Rfi si dimentica ancora una volta della Sardegna». Il mondo sindacale isolano trova una voce comune di fronte alla decisione della società delle Ferrovie dello Stato che gestisce la rete di «destinare per l'ammodernamento delle infrastrutture della Sardegna solo le briciole del suo piano miliardario di investimenti», affermano Arnaldo Boeddu, segretario regionale Filt-Cgil, e Valerio Zoccheddu, segretario generale Cisl-Reti. Lo scorso marzo nell'audizione in Commissione Trasporti alla Camera, Rfi aveva presentato il piano che metteva a disposizione della Sardegna 81 milioni degli oltre 1,4 miliardi di euro complessivi destinati agli investimenti. Pochi giorni fa, il 29 settembre, i rappresentanti della società sono tornati in Commissione per illustrare l'adeguamento del piano di investimenti 2012-2016 per le reti del sud. Per la Sardegna, la notizia è che ci sono 100 milioni di euro in più (la Regione aveva chiesto un impegno maggiore da parte di Rfi), che vanno ad aggiungersi agli altri 81. «Sono troppo pochi, assolutamente insufficienti», afferma Boeddu. «Per poter avere una infrastruttura ferroviaria che assomigli a quella delle altre regioni occorrerebbero almeno 610 milioni di euro». Anzi, «ne servirebbero anche di più, circa 1,5 miliardi», aggiunge Zoccheddu. «I seicento milioni sarebbero sufficienti solo per realizzare le tre varianti, Macomer, Bonorva-Torralba e Campomela-Sassari, che consentirebbero al supertreno CagliariSassari di stare dentro le due ore». «Tutto vero», ammette Massimo Deiana, assessore regionale ai Trasporti. «Non si può però non riconoscere che questi 100 milioni in più consentono comunque di avviare concretamente il piano di ammodernamento della rete ferroviaria nell'Isola». Altri cento milioni per cominciare, quindi. Secondo i sindacati, però, con questa nuova tranche di investimenti si potranno realizzare solo «rettifiche di curve, aggiornamenti tecnologici, sistemazione della massicciata in alcuni punti. Tutto qui», afferma Zoccheddu, «ma di investimenti veri, come la realizzazione del doppio binario o delle stesse varianti, non se ne parla». «Ci sono comunque cento milioni di euro in più per la Sardegna», replica l'ufficio stampa di Rfi, «soldi che consentiranno ai treni di raggiungere le velocità di 180 chilometri orari e serviranno per garantire la massima sicurezza». Se si considera che rispetto ad altre regioni del sud la Sardegna è quella che “incassa” la cifra più bassa (per la Basilicata, per esempio, ci sono circa 250 milioni), l'insoddisfazione aumenta. I sindacati chiamano in causa la politica. «Ecco le panzane raccontate da Delrio e Renzi che avevano assicurato un piano di investimenti per l'adeguamento della rete ferroviaria isolana», afferma Zoccheddu. Ed ecco l'invito di Boeddu: «I nostri politici facciano valere i diritti dei sardi, anche in merito al settore dei trasporti».
(Da "L'Unione Sarda")
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