Da "L'Unione Sarda".
Non ha certo il torto di parlare poco chiaro o perdersi in giri di parole, il convegno organizzato per domani a Cagliari dalla Fondazione Antonio Segni. «Sardegna: ma c'è solo Cagliari?», è il titolo dato all'iniziativa che si terrà, a partire dalle 17.30, nella sala conferenze della sede dell'Unione Sarda, a Santa Gilla. Un dibattito sugli stessi temi si era tenuto nei mesi scorsi a Sassari, sempre a cura della Fondazione intitolata al primo sardo eletto presidente della Repubblica italiana. Ma se poteva apparire più facile condurre nel capo di sopra un ragionamento sul presuntocagliaricentrismo della politica regionale, è sicuramente un coraggioso stimolo alla discussione il fatto di trasferire il confronto nel capoluogo regionale. “I pericoli dell'accentramento e dello squilibrio territoriale sono problemi di tutta la Sardegna”, recita il sottotitolo del convegno, a dimostrare la volontà di non ridurre la riflessione a una sterile guerra di campanili. Rischio azzerato, del resto, dalla qualità dei relatori: dopo l'introduzione di Mario Segni, figlio di Antonio e leader della battaglia referendaria che negli anni '90 cambiò il sistema politico italiano, sono previsti gli interventi del docente ed ex deputato Guido Melis, del politologo ed ex ministro Arturo Parisi, del presidente dell'Anci Sardegna Pier Sandro Scano e di Pierpaolo Vargiu, deputato dei Riformatori e presidente della commissione Sanità della Camera. Il dibattito arriva, tra l'altro, nel momento in cui la riforma degli enti locali riaccende il confronto Cagliari-Sassari sulle tematiche della città metropolitana.
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