Di Michele Ruffi.
Ottantun milioni per Olbia e trenta per Cagliari annunciati dal ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti, poi i 150 milioni da distribuire in due anni promessi dal suo predecessore Andrea Orlando, altri 20 garantiti dal premier Enrico Letta nel 2013 dopo il Ciclone Cleopatra, più tutti i soldi stanziati da giunta e Consiglio regionale, Senato, Anas e istituzioni varie. Se le casse si riempissero con gli annunci, la Sardegna farebbe invidia al Paese di Bengodi. Il problema è che nel tempo i piani vengono rivisti, le cifre rimodulate e nel giro di pochi anni gli stessi soldi vengono promessi da ministri, sottosegretari e presidenti del Consiglio che si alternano nel tempo. Il risultato è che per ora a disposizione (cioè: subito spendibili) ci sono solo poche briciole.
IL PIANO Secondo le stime della Giunta, per dare gambe al “Piano di gestione del rischio alluvioni” serve la cifra monstre di un miliardo e 200milioni di euro. Giusto per capire: il Governo nazionale ha stanziato da poco una somma simile (un miliardo e 300 milioni) per il dissesto idrogeologico di tutta Italia. Per ora la Sardegna può contare su una fetta del mutuo per le opere pubbliche acceso dalla Regione a giugno: dei 700 milioni di euro complessivi, al settore «Difesa del suolo e assetto idrogeologico» andranno 195 milioni, come annunciato dall'assessorato alla Programmazione. Poi ci sono i soldi promessi dal governo. Quelli «disponibili da subito» (Galletti dixit) sono 16 milioni da destinare a Olbia, e fanno parte del più ampio stanziamento di 110 milioni di euro del piano strategico nazionale.
IL RIASSUNTO Sul sito Italiasicura - in cui vengono riassunti i progetti di mitigazione del rischio idrogeologico in tutta la nazione - vengono elencati i 165 cantieri per la Sardegna. Di questi solo 69 sono conclusi, tutti gli altri sono in corso o devono ancora essere finanziati. Solo per Olbia servono ancora oltre 125 milioni di euro. Per le opere sul Rio Gadduresu servono 19,5 milioni, per le vasche d'emergenza su tutto il territorio di Olbia altri 25,3, per la sicurezza del Rio Siligheddu 59,5 e per il Rio San Nicola 21. Per questi ultimi due interventi sono a disposizione i famosi 16 milioni di euro in arrivo dal Cipe, che dovrebbero bastare almeno per avviare i primi lotti. I soldi c'erano dal 2013 ma in due anni le opere «non sono mai arrivate alla fase della progettazione definitiva», è precisato sul sito del Governo. Perché un conto è avere i fondi, un altro è riuscire a spenderli. A Cagliari invece ci sono i cantieri di Pirri: servono 30 milioni secondo le stime governative e al Comune dovrebbero arrivare a gennaio (come promesso ad agosto da Galletti e dal collega delle Infrastrutture Delrio) insieme ad una seconda tranche per Olbia di 65 milioni di euro.
LA POLEMICA E proprio sulle varie garanzie di natura economica che il coordinatore regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci attacca il governo nazionale: «Non può pensare di liberarsi riciclando le stesse promesse e scaricando sempre la responsabilità su Regione e Comuni. Questi ultimi devono fare la loro parte, ma l'esecutivo adotti i provvedimenti urgenti già con l'imminente legge di stabilità». Sotto questo profilo l'ex governatore è quasi sulla stessa linea d'onda del presidente della Regione Francesco Pigliaru, che da Olbia, seduto di fianco al ministro Galletti, ha chiarito: «Noi siamo pronti, e chiediamo allo Stato di esserlo altrettanto, contribuendo con risorse e regole adeguate»
(Da "L'Unione Sarda")
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